Il bizzarro esperimento delle figure chimeriche
Nell'ambito della percezione visiva, i bioneurologi Levy, Trevarthen e Sperry,
hanno compiuto negli anni '70 una serie di esperimenti utilizzando una serie di
figure immaginarie, da loro definite "chimeriche": nel nostro esempio,
una figura costituita a destra da una mezza barchetta, e a sinistra da una mezza
farfalla. Tali immagini venivano presentate molto velocemente, cosicchè in
rapporto al punto di fissazione del paziente, una metà appariva nel campo
visivo destro e l'altra metà nel campo visivo sinistro. Dopodichè,
si domandava a pazienti sani di descrivere quello che avevano percepito (prova di
denominazione verbale). Essi rispondevano dicendo che avevano percepito due mezze
figure diverse affiancate. Ma nei pazienti dal cervello diviso, anche quando venivano
interrogati con insistenza sul quesito, le risposte indicavano che essi percepivano
una sola figura completa.
Il paziente rispondeva in tal modo perché sollecitato dal tipo di domanda che gli si poneva. In una prova di denominazione verbale ("Dica quel che ha visto"), era la mezza figura apparsa nel campo visivo destro – e come tale elaborata nell'emisfero sinistro – che veniva nominata; mentre in una richiesta di riconoscimento ("In questo gruppo di disegni, ci indichi con il dito quello che ha visto"), veniva indicata la mezza figura corrispondente alla parte elaborata nell'emisfero destro. E' stato poi osservato che si arriva ai medesimi risultati quando i pazienti non sono stati precedentemente informati sulla natura delle risposte da fornire (verbale o manuale). Tutto ciò ha delle importanti conseguenze, visto che bisogna ammettere che questa serie di immagini chimeriche è stata elaborata simultaneamente e in parallelo dai due emisferi cerebrali. A seconda del tipo di risposta che gli viene sollecitata, il paziente possiede, di uno stesso oggetto, due diverse rappresentazioni, che sono il prodotto dell'elaborazione o dell'uno o dell'altro emisfero che è utilizzato: elaborazione emisferica sinistra, in caso di una risposta che sia verbale (denominazione); elaborazione emisferica destra, nel riconoscimento diretto di una forma, senza però definizione verbale. Il questionario elaborato e brevettato dalla Sperry tende a neutralizzare l'attività dell'emisfero cerebrale di sinistra per liberare completamente l'emisfero di destra e conoscere fedelmente le reazioni.
Figure chimeriche
Il paziente rispondeva in tal modo perché sollecitato dal tipo di domanda che gli si poneva. In una prova di denominazione verbale ("Dica quel che ha visto"), era la mezza figura apparsa nel campo visivo destro – e come tale elaborata nell'emisfero sinistro – che veniva nominata; mentre in una richiesta di riconoscimento ("In questo gruppo di disegni, ci indichi con il dito quello che ha visto"), veniva indicata la mezza figura corrispondente alla parte elaborata nell'emisfero destro. E' stato poi osservato che si arriva ai medesimi risultati quando i pazienti non sono stati precedentemente informati sulla natura delle risposte da fornire (verbale o manuale). Tutto ciò ha delle importanti conseguenze, visto che bisogna ammettere che questa serie di immagini chimeriche è stata elaborata simultaneamente e in parallelo dai due emisferi cerebrali. A seconda del tipo di risposta che gli viene sollecitata, il paziente possiede, di uno stesso oggetto, due diverse rappresentazioni, che sono il prodotto dell'elaborazione o dell'uno o dell'altro emisfero che è utilizzato: elaborazione emisferica sinistra, in caso di una risposta che sia verbale (denominazione); elaborazione emisferica destra, nel riconoscimento diretto di una forma, senza però definizione verbale. Il questionario elaborato e brevettato dalla Sperry tende a neutralizzare l'attività dell'emisfero cerebrale di sinistra per liberare completamente l'emisfero di destra e conoscere fedelmente le reazioni.
Figure chimeriche
Sperry psychotechnologies Via Vincenzo Monti 5,
20123 Milano (Italy)