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Cosa significa “emisfero analogico”?
Il cervello umano è composto da due emisferi (o lobi). Quello di sinistra deputato a trattare, tra l'altro, ogni tipo di ragionamento. Quello di destra, "analogico", deputato a trattare le informazioni estranee alla logica: si agisce, cioè, in base ad un automatismo culturale formatosi grazie all'esperienza passata, senza quindi “riflettere”. E' il caso delle scelte istintive, d'impulso, emotive. Tra le nostre azioni quotidiane, ben il 70% sono eseguite sotto il controllo del solo emisfero cerebrale di destra.
Si sa come funziona l'emisfero di destra?
Da oggi sì, grazie all'avvento della psicolinguistica. Prima d'ora s'andava per tentativi. La psicolinguistica invece è riuscita a costruire – attraverso l'esecuzione di ben 22.000 test – un data-base (e relativo software) che ripropone in modo virtuale il sistema culturale italiano. In esso sono stati inseriti tutti o quasi tutti i prodotti, i servizi e i possibili valori di posizionamento utilizzati dal marketing. In funzione della distanza culturale intercorrente tra ciascuno, è possibile simulare come reagirà l'emisfero cerebrale di destra e determinare quindi se è o non è efficace un posizionamento piuttosto che un altro.
Cosa è l'induzione?
E' il modo per entrare nell'automatismo comportamentale e, di conseguenza, influenzare le scelte del consumatore e raggiungere un consenso non inferiore al 94%.
E' bene però togliere subito un possibile equivoco relativamente al termine induzione. Questa si colloca all'estremo opposto della comunicazione subliminale o della “persuasione occulta”, perché “non agisce contro” (aggirandole) le naturali difese del consumatore. Molto più semplicemente tende a soddisfare e soddisfa un bisogno primario d'informazione: sceglie cioè quei concetti e quei segni (propri di ciascun prodotto o servizio) verso cui la “mente” del consumatore è già “biologicamente” attratta.
Cosa vuol dire e a cosa serve il paradigma psicolinguistico?
E' l'alfabeto sensoriale (i codici) che accompagna ogni nostra forma di comunicazione: vista, udito, tatto, odorato e gusto. In estrema sintesi, rappresenta la guide line corretta per comunicare più efficacemente possibile (“come”) il benefit di un prodotto o di un servizio (“cosa”). Il paradigma psicolinguistico, quindi, serve per: scegliere una colonna sonora, il timbro di voce, i colori dominanti, il tipo di ripresa cinefotografica, i personaggi, il profumo, ecc.
Le ricerche di mercato tradizionali sono sufficienti per individuare corrette strategie di comunicazione?
Diceva Ford: "del mio budget pubblicitario so che la metà è spesa inutilmente. Purtroppo però non so quale sia la metà inutile!". E la vera ragione la scopriremo più tardi.
Da un'importantissima ricerca condotta su tutto il mondo occidentale, infatti, è emerso un fenomeno davvero allarmante: la brand parity. E cioè la incapacità del consumatore a ricordare e quindi scegliere tra una marca e l'altra dello stesso settore merceologico: birre, carte di credito, minestre pronte, ecc. Un fenomeno di dimensioni pari al 67%
Guarda caso, una percentuale assai simile a quella che connota il livello di influenza del lobo destro cerebrale sul nostro agire quotidiano. Una conferma che ci riconduce alla considerazione che nessuna ricerca tradizionale è in grado di individuare scientificamente le attese dell'emisfero analogico (lobo destro, che influenza il 70%delle nostre scelte quotidiane) del nostro cervello: problema risolvibile con la psicolinguistica.
Sperry è un nome di fantasia?
Sperry è il neurochirurgo statunitense cui venne riconosciuto il premio Nobel per la scoperta dei due lobi cerebrali e delle loro funzioni.
La Sperry Psychotechnologies è la società che per prima ha importato questa scoperta scientifica nel mondo commerciale ed industriale o meglio nel mondo della comunicazione pubblicitaria. E' anche l'unica società che dispone di un data-base che riproduce virtualmente l'intero sistema analogico culturale italiano. Ha inoltre – tramite i suoi fondatori italiani – pubblicato l'unico libro dedicato alla psicolinguistica.
È possibile individuare il testimonial ideale con l'ausilio della psicolinguistica?
Sì, è possibile. La case history più interessante è rappresentata dalla campagna pubblicitaria Dixan ove – grazie alla psicolinguistica – vennero individuati oltre ai concept di posizionamento (lavare in profondità: la massaia entrava nelle fibre dei tessuti) anche il testimonial più efficace: Andrea Giordana. I personaggi, infatti, dei telecomunicati – sotto un profilo psicolinguistico – sono i “codici” comunicazionali più evidenti del messaggio. E di conseguenza il paradigma psicolinguistico offre l'identikit (profilo fisionomico, abbigliamento, ecc.) più completo dei testimonial ideali per supportare un determinato benefit di prodotto o servizio.
Qual è il momento più utile per attivare una ricerca psicolinguistica?
Il più frequentemente utilizzato è quello della misurazione del livello di efficacia della propria campagna on-air e porlo a confronto con i main competitors. Se si dovesse però suggerire il momento più utile per attivare un'analisi psicolinguistica, non tarderemmo ad indicare “la creazione del briefing” alle agenzie di pubblicità e corporate image. E' questa infatti la fase più delicata e meno costosa per l'attivazione della ricerca. Così come le fasi immediatamente successive, quali: story board e\o lay out, animatic, ecc.



Sperry psychotechnologies Via Vincenzo Monti 5, 20123 Milano (Italy)